Festa di San Martino

aperitivo6lMartedì 11 novembre, in occasione della Festa di San Martino, la gelateria e caffetteria Dolce Freddo invita tutti i più piccoli alla lettura animata della storia di San Martino…
Castagne e cioccolata per tutti!

Per i più grandi degustazione di Vino novello, perché… A San Martino ogni mosto diventa vino!

Rosa Spina – Pane dolce del Templare

Rosa Spina

Rosa Spina è il pane dolce con miele, olio extra vergine d’oliva dei Colli Euganei DOP , uvetta, noci, mandorle e pinoli dedicato ai Templari a Montagnana le cui testimonianze sono state ritrovare nella Chiesa di Sant’Antonio.

La Rosa e la Spina erano elementi tipici della simbologia del Tempio: Rosa significava Circolo di accoliti Iniziati mentre la spina era correlata alla Corona di Gesù Cristo; Rosa Mystica era la Madre di Cristo, cioè l’Amore che unisce; la spina, il sacrificio che conduce alla salvezza. La Via Rosa o della Rosa che, partendo dalla località Monastero arriva a Montagnana passando davanti alla Chiesa di S. Antonio Abate, è un toponimo tipicamente templare. Altrettanto si può dire della Via Spina dentro le mura (oggi Via Scaligera). Solitamente l’Ordine possedeva nelle città dove era presente due Hospitali: uno dentro ed uno fuori le mura. A Montagnana, nel Medioevo, c’erano almeno tre ospedali. Uno, dentro le mura in via della Spina, era l’Ospedale vecchio intitolato a S. Maria, nome assai caro ai Templari. Quest’Ospedale era forse annesso ad una chiesa. Effettivamente l’attuale Chiesa di S Francesco, in via della Spina, che è di stile gotico, appare sopraelevata sopra una costruzione precedente che da diversi particolari come la cornice del rosone che fu otturato, l’arcata del portale, le tracce degli archetti di sottocornice e altri dettagli, rivela di essere stata originariamente di stile romanico, stile che precorre il 1350, anno di venuta entro le mura dei frati Francescani. Un altro Ospedale era quello di S. Bartolomeo che si trovava in Borgo Eniano, ma non si sa quale Ordine Religioso lo reggesse. Un’altro ancora era in prosieguo di via della Rosa: quello di S. Antonio annesso alla chiesa omonima.
(In alto a sinistra: la croce con stendardo templare che sta sul Presbiterio della Chiesa di S. Antonio. Fonte: N. Parolo)

 

Parajso Pisani – Dolce Villa Pisani a Montagnana

Parajso PisaniParajso Pisani è il nostro dolce a lievitazione naturale con Moscato dei Colli Euganei DOCG e uvetta dedicato a Villa Pisani a Montagnana.

A partire dal 1552, nelle adiacenze del borgo medievale di Montagnana, Palladio realizza per l’amico Francesco Pisani un edificio che è insieme palazzo di città e casa di villa. Potente e influente patrizio veneziano, Pisani è un mecenate e amico di artisti e letterati, da Paolo Veronese a Giambattista Maganza, ad Alessandro Vittoria e allo stesso Palladio, questi ultimi entrambi coinvolti nella costruzione e decorazione della sua casa a Montagnana. Il cantiere è sicuramente attivo durante il settembre 1553 e risulta concluso nel 1555, compresa la decorazione plastica.

Privo di parti destinate a funzioni agricole, di bellezza astratta nel volume pressoché cubico, villa Pisani ben riflette il gusto sofisticato del proprietario. Per la prima volta compare in villa un doppio ordine di semicolonne e un doppio loggiato coronato da timpani, soluzione già incontrata in palazzo Chiericati. Il tutto cinto da un ininterrotto ed elegante fregio dorico su una tessitura di intonaco bianco a bugne graffite.
Nel fronte sul giardino la bidimensionalità della parete si movimenta nello scavo plastico del portico e della loggia superiore. Pur non esistendo disegni autografi palladiani relativi all’edificio, è possibile affermare che la tavola con la descrizione della villa dei Quattro Libri è frutto di un ampliamento a posteriori dell’invenzione realizzata.

Caso raro nella produzione palladiana, la villa è a due piani: il superiore con gli appartamenti padronali, l’inferiore per la vita di tutti i giorni, quando si trattano affari e si ricevono i fittavoli, e non solo d’estate come provano i numerosi camini. I due livelli presentano la medesima articolazione degli spazi interni. Diversi sono invece i soffitti, che al piano terreno sono voltati, a partire dallo straordinario ambiente a semicolonne, una via di mezzo fra atrio e salone, chiaramente l’ambiente più importante della casa con sculture delle Quattro stagioni di Alessandro Vittoria, poco prima impegnato nel palladiano palazzo Thiene. I collegamenti verticali sono assicurati da simmetriche scale a chiocciola ovate ai lati della loggia verso il giardino.

 

Kavè

Caratteristiche organolettiche e sensoriali.

All’olfatto risulta ricco di gentili profumi fruttati assai persistenti e fragranti. In bocca il gusto, particolarmente indicato per i palati femminili, è ben strutturato e dotato di consistente rotondità di corpo. Il valore del dolce prevale con decisione sugli altri, a esso fa da contraltare il valore dell’amaro che risulta decisamente basso. Il valore dell’acido è estremamente contenuto, mentre quello dell’astringente è pressoché del tutto assente. L’aromaticità colpisce per la sua consistente vena dolcina e fruttatta che rimane anche nell’intenso e persistente retrogusto, dotato di equilibrata finezza.